Archeologia

 

Il territorio di Monastir vanta un patrimonio archeologico di notevole interesse che grazie alla Pro Loco verrà reso disponibile alla pubblica fruizione attraverso la creazione di appositi itinerari. I siti di principale interesse sono:

IS ARUTAS:

una piccola collina dove sono ubicate cinque “domus de janas” perfettamente conservate e facilmente raggiungibili.

MONTE OLLADRI:

dove giacciono i ruderi del castello medievale di “Baratuli” che dominava gran parte del Campidano; alla base è situata “sa Mitza de su Guvernu” che rivela parti in muratura di epoca medievale. Nella zona sono identificabili anche resti di alcune capanne pre nuragiche e nuragiche.

SU CUCCUMEU:

piccolo colle dove, nella sommità, sono visibili i filari di un nuraghe mono torre.

MONTE ZARA:

sito di notevole interesse per i numerosi ritrovamenti ascrivibili al periodo che va dal neolitico all’epoca romana (quarto secolo avanti Cristo-terzo secolo dopo Cristo).

Sono presenti nove “domus de janas” di cui due poste l’una a fianco all’altra e conosciute come “is ogus de monti”, visibili al visitatore anche dalla strada statale 131.

Scalinata monumentale ricavata dalla roccia e costituita da sessanta gradini che portano all’Acropoli dove sono visibili due altari e due pozzi per la raccolta delle acque, tutto di epoca nuragica.

 

Alla base si possono osservare edifici risalenti al nono secolo avanti Cristo, tra cui un grande edificio circolare adibito a diverse attività di lavoro, al cui interno è stato ritrovato un torchietto per la vinificazione delle uve, finora unico esemplare del periodo nuragico, rinvenuto in Sardegna e nel resto d’Italia.

SANTA LUCIA:

Chiesa in stile romanico (vedi pagina “chiese e sagre”). Negli spazi adiacenti si trovano resti di colonne, capitelli, architravi appartenenti a edifici terminali e templari di epoca romana.

Oltre ai siti archeologici, Monastir offre al turista la possibilità di visitare le sue sei chiese.

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